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Devo ammetterlo.
Non sono riuscito a rimanere inespressivo, a non far trasparire nulla.
La notizia, insomma la conferma, che avevamo superato il risultato dello scorso anno e dell’anno prima ancora … la certezza d’aver fatto meglio, tanto in termini di punti che di risultati ovviamente, non mi ha lasciato impassibile.
E’ stato un bel momento … devo anche aver fatto una strana impressione al mio interlocutore, probabilmente stupito esso stesso, del mio apparente stupore. In realtà non era stupore. Sapevo che il traguardo era vicino, e sapevo anche che probabilmente saremmo riusciti a raggiungerlo.
Ma sentirmelo dire, è stata “quasi” un’emozione inaspettata.
Bel traguardo, bella soddisfazione.
Bella, ennesima vittoria.

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Un allenatore, cerca sempre risposte diverse dalla propria squadra.
O meglio, si aspetta crescite sotto tutti i punti di vista, un passo alla volta, durante tutta la stagione.
Ed ogni passo avanti fatto, porta con sè la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro.
Ovviamente queste risposte possono arrivare sotto tanti aspetti: da quello fisico, a quello psicologico, a quello tattico, a quello tecnico, a quello puramente comportamentale.
Ma la crescita alla quale tengo di più, e che veramente a mio parere è in grado di far fare un salto di qualità ad una squadra, è quella mentale. Lavoro continuamente ed in ogni singola seduta su questo aspetto, perché le esperienze fatte mi portano a pensare che sia una delle componenti fondamentali; o ancor meglio, che senza una crescita importante dal punto di vista mentale, “di testa”, come amo dire io … non si va da nessuna parte. Si può essere meravigliosi interpreti della tecnica, ma senza “testa”, tutto è precluso.

Tutto questo per dire che, la vittoria di domenica è  frutto di questa crescita. Quasi unicamente di questa crescita e di questa “solidità mentale” che la squadra ha dimostrato di aver acquisito, di aver fatto propria. Non ci si fermerà di certo a questo punto, perchè c’è da crescere ancora TANTISSIMO, sotto tutti gli aspetti, compreso ovviamente quello mentale.
Ma che grande soddisfazione, reggere la “gara di nervi” … la tensione sulla quale l’avversario ha voluto impostare la propria gara, la continua intimidazione, verbale ed a volte anche fisica. Che soddisfazione, che bello.
“Il calcio vince sui calci” o “Il calcio vince sul Medioevo”,  potrei dire per semplificare …
ma peccherei di superbia. E allora sto zitto, e mi tengo l’enorme piacere che dà !

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… e di rimpianti.
Tra il fine settimana ed il recupero infrasettimanale, due partite piene di gol e purtroppo anche di rimpianti.
Due partite che si potevano vincere, che si erano messe bene, anche benissimo, sotto tutti i punti di vista … del gioco, del risultato, della concentrazione … e invece, rimani con un pugno di mosche. Un solo punto in due partite nelle quali, ne meritavi ampiamente sei. Non è facile da digerire e i rimpianti sono tanti, ti frullano in testa mille motivi, mille cause …

Ora però, come sempre e per fortuna, arriva il momento di riprendere il filo del discorso, di ricominciare a lavorare, di capire lucidamente quali sono state le cause di questi risultati negativi e soprattutto di capire, vero mio obiettivo (come mister) , quali sono stati i punti positivi e negativi AL DI LA’ del risultato, oltre quella patina che indubbiamente filtra qualsiasi visione dell’insieme, ma che non deve condizionare l’analisi logica e critica di quanto successo in campo.
E’ questo che differenzia un allenatore, dall’avventore del bar, il lunedì mattina.
Lavorare quindi, lucidamente lavorare e con più energia di prima.
Gli aspetti positivi non mancano, ma ce ne sono anche di negativi.
E’ partendo da qui, che torneranno i risultati … solo partendo da qui.

Versoemmei – #DiariodiunMister

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Non è facile descrivere quella sensazione, soprattutto a chi non l’ha mai provata.

E’ il sesto minuto di recupero di una partita difficile, tirata, non giocata benissimo.
Ma la vittoria sarebbe meritata, per occasioni, impegno, voglia …
E’ praticamente finita, l’arbitro sta per fischiare la fine. Ultimo pallone lungo, “spizzata” di testa, inserimento … il tuo giocatore è davanti al portiere, la palla che rimbalza, tutti gli occhi fissi su quell’immagine, tu sei bloccato, come di pietra … l’azione sembra davvero “in pausa” per qualche secondo, in attesa dell’epilogo che potrà essere a suo modo tragico o bellissimo … play —-> l’azione riparte, tiro, fortissimo ——> GGOOOOOOOOOOLLLLLL
Entri in campo, la voce è già andata abbondantemente, ma le corde vocali si spaccano definitivamente per urlare la tua gioia; e corrono verso di te, tutti verso di te … un abbraccio che ti mancava, un abbraccio collettivo bellissimo, che ti rimarrà sempre, per tutta la giornata, per tutta la settimana, per l’intera stagione.

Forse è proprio per questi momenti e queste dimostrazioni, che fai tutto ciò.
L’abbraccio collettivo dopo il gol,
quanto mi mancava … e quanto mi ha emozionato !

Grazie ragazzi.

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Partita preparata davvero bene, e riuscita anche discretamente.

Certo, il problema risultato, in una partita così sentita, si pone eccome … quindi di certo non mi sogno di gioire per una sconfitta. Come all’andata, di nuovo.
Ma questa è diversa; la squadra ha lottato, si è sacrificata da squadra. Fino all’ultimo minuto, in dieci da una vita, provandoci fino alla fine, soccombendo per un gol … ma rischiando di pareggiare a qualche secondo dal  novantacinquesimo, con le ultime energie rimaste.

Finisce questo genere di partita e ti senti strano … certo: abbattuto, sconfitto in campo, triste per il risultato … ma con la forza della sicurezza di avere una SQUADRA, un gruppo compatto, che ti segue, che si sacrifica  fino all’ultima goccia di sudore possibile. E’ una sensazione strana, ripeto.
Non è di certo l’euforia della vittoria, la “certezza” che ti dà un risultato positivo; ma dentro di te c’è una certezza forse ancor più grande: quella di star costruendo qualcosa d’importante, quello che in realtà hai come obiettivo da sempre.

Cresci tu, cresce la squadra.
I risultati torneranno, a partire dalla prossima.

 

Versoemmei – #DiariodiunMister

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Di certo, pareggiare così non è l’aspirazione massima .
Di certo dominare una  partita e pareggiarla per un “colpo di fortuna” avversario, non è il massimo della vita.

Ma sei il Mister, devi giudicare altro: la prestazione, la voglia, le occasioni, i movimenti giusti, gli errori, le correzioni da fare, quelle fatte, quelle che avresti dovuto capire prima.
Lascio ad altri il fantastico gioco del “si doveva far così” – ma solo quando si perde. Poi salgono tutti sul carro.
Mi dispiace ragazzi, io credo nel lavoro e nell’applicazione costante, continua, ininterrotta.
Voi continuate pure a credere che sia tutto frutto del caso, che basti scrivere dei nomi su una lavagna.
Lavoro, si ricomincia … anzi, ho già ricominciato, da subito.

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Ricominciato bene, nonostante qualche apprensione pre-partita.
I ragazzi hanno risposto bene sul campo alle sollecitazioni della settimana, e questo è sempre motivo di soddisfazione.

Ci aspetta un periodo tosto, stimolante.
Affronteremo le prime della classe, provando a rimanere lì dove siamo e perchè no, a rosicchiare qualche posizione proprio negli scontri diretti.
C’è da gestire la tensione, che si farà sentire a ridosso delle gare, ma prima ancora c’è da creare il clima giusto per affrontare bene la settimana e i giorni che ci separano dalla partita.
Carichi e convinti dei nostri mezzi. Oggi ci si allena, ed è una tappa d’avvicinamento importante.
Arrivare al 100 % alla gara è fondamentale, soprattutto mentalmente, e da oggi si lavora di nuovo per raggiungere quest’obiettivo.

Si va a studiare le varie soluzioni, prima dell’allenamento.
Che siano un pomeriggio fruttuoso ed un’ottima serata.

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